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Volenza sulle donne - Il Marocco risponde!

Le iniziative, le manifestazioni e i movimenti contro la violenza sulle donne in Marocco. La società civile inizia ad abbattere il tabù e dichiara guerra al Taharoch!

Violenza sulle donne in Marocco – L’attivismo abbatte i tabù!

Movimenti, associazioni, manifestazioni, di certo il Marocco non è nuovo a queste attività, ma dalla messa in vigore della legge 103-13, il 12 settembre 2018, la società civile ha avuto quella spinta di coraggio necessaria per denunciare liberamente e sconfiggere un tabù davvero spigoloso per il paese in via di sviluppo, ovvero la violenza contro le donne in Marocco.

Indubbiamente anche il forte clima di denuncia internazionale (movimento #MeToo e social network) ha contribuito, sia alla realizzazione della legge, che a dare più voce e spazio all’attivismo sociale in difesa delle donne vittime di molestie e abusi in Marocco.

La legge contro la violenza sulle donne in Marocco

La 103-13 del 2018, anche se giudicata lacunosa e ambigua dagli attivisti, questa legge ha segnato un punto di svolta perché include le molestie verbali, psicologiche e virtuali a sfondo sessista nella definizione di violenza di genere:

“Qualsiasi atto di discriminazione basata sul genere, che può causare danni fisici, psicologici, sessuali o economici nei confronti di una donna”.

Purtroppo, per le strade, sull’autobus, nei luoghi di lavoro le molestie “taharoch“, (come si dice in dialetto marocchino), sono una abitudine, quasi al punto di considerarle una consuetudine della società alle quali pochi trovano il coraggio di reagire.

La svolta introdotta da questa legge sono proprio le sanzioni per i molestatori, che possono essere incarcerati da 1 a 6 mesi e pagare una multa che va dai 200 ai 2mila euro.

Le sanzioni si applicano non solo alle molestie subite per le strade del Regno o nei luoghi pubblici, ma valgono anche per i commenti a sfondo sessista via web tramite messaggi di testo, vocali o foto.

Nessuna difesa per le donne vittime di violenza

Tra le principali critiche mosse dal Mobilising for Rights Associates (MRA), la legge è priva di ogni forma di tutela verso le  vittime di molestie e violenze.

Oltre alle sanzioni per i molestatori, il Governo non prevede sistemi di assistenza e tutela verso le vittime, in particolare per le portatrici di disabilità.

Ma, una delle lacune più gravi di questa legge è proprio la mancanza di criminalizzazione dello stupro coniugale.

Le iniziative contro la violenza sulle donne in Marocco

Le associazioni per la difesa dei diritti delle donne in Marocco esistono da sempre, ma come anticipato, questa legge, nonostante le sue lacune, ha dato una forte spinta di coraggio e sono molti i collettivi, i movimenti e le iniziative che sono nate assieme alle 103-13 soprattutto per la sensibilizzazione dell’opinione pubblica contro le molestie nei luoghi pubblici (taharoch).

L’applicazione Manchoufouch

In darija vuol dire “non possiamo guardare“, è l’app per denunciare immediatamente ogni forma di molestia. L’applicazione, lanciata da Union féministe libre (UFL), è stata pensata per le vittime, ma soprattutto per i testimoni con l’obiettivo di non restare più passivi davanti alle aggressioni.

UFL grazie all’app è in grado di assistere la vittima e di sostenerla nella denuncia legale.

Questo strumento di denuncia è fondamentale anche per la mappatura, la raccolta d’informazioni e dati statistici.

Collettivo Masaktach

Io non sto zitta” si definisce un collettivo che denunciano la violenza e gli abusi contro le donne e la legittimazione della cultura dello stupro in Marocco.
La principale iniziativa del collettivo è quello di divulgare i diritti delle donne e distribuire fischietti, incoraggiando l’usare di questo piccolo strumento per denunciare in diretta e pubblicamente l’aggressione e attirare l’attenzione dei passanti.

#ila_dsser_seffri (se ti manca di rispetto fischia) questo l’hashtag principale usato dal collettivo.

Collettivo Zanka bla Violence

Creato a marzo 2017, il collettivo si propone di affrontare il tema delle molestie sessuali attraverso l’arte e la cultura per tutti.

Nel 2018 il collettivo è andato in tour per il paese con in teatro mobile in cui ha realizzato spettacoli e workshop per sensibilizzare i cittadini sul tema delle molestie sessuali.

Movimento Kayna

Una marcia femminile alla conquista degli spazi pubblici. 

Kayna sensibilizza e lavora sulla libertà di espressione anche attraverso workshop, yoga e dibattiti in giro per tutto il paese.

Il motto del moviemtno è: “Marcio per il mio spazio!”

Tra le associazioni che sono state in prima linea e attive per la divulgazione della legge 103-13 nelle zone rurali e nei quartieri più vulnerabili del paese cito le seguenti realtà:

É successo anche a me, più di una volta, in autobus, in treno o per strada sia in Italia che in Marocco.
Non avevo fatto nulla per attirare l’attenzione o meglio le molestie di quegli uomini, ma il solo fatto di essere donna, gli ha legittimati a trattarti con inferiorità o come oggetto di desiderio.
Se hai una storia da condividere scrivimi o lascia un commento qui sotto!

Chi sono
Chi sono

Mi chiamo Samia Oursana, sono nata in Marocco e cresciuta in Italia e con questo blog ti farò conoscere il mio paese d’origine.
Qui troverai informazioni per organizzare il tuo viaggio, avviare un business e scoprirai tradizioni e tendenze che animano il Marocco.

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